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Lui & Lei

La Notte della Verità


di Membro VIP di Annunci69.it Sosalinos
24.06.2026    |    528    |    0 8.0
"Quando venni, fu un orgasmo violento, lunghissimo, che mi fece tremare tutto il corpo..."
La Notte della Verità
La luce era calda e soffusa nella suite dell’hotel. Lei era seduta sulla poltrona di velluto, le gambe accavallate con eleganza, un bicchiere di vino rosso tra le dita. Io ero in piedi davanti a lei, ancora vestito, il cuore che batteva così forte da farmi tremare le mani.
«Dimmi tutto» mormorò lei con voce morbida, quasi dolce. «Questa sera non voglio che tu nasconda nulla. Voglio vedere l’uomo intero.»
Presi un respiro profondo. Le parole, trattenute per anni, uscirono finalmente.
«Voglio arrendermi completamente a te. Voglio che tu mi veda mentre perdo ogni controllo. Voglio che tu mi guardi mentre mi lascio andare… mentre mi riempio le mutandine davanti a te. E poi voglio che tu mi prenda. Voglio sentirti dentro di me, profonda, decisa, mentre sono ancora caldo e sporco. Voglio essere tuo in modo totale.»
Lei non si ritrasse. I suoi occhi si accesero di un desiderio puro, profondo. Si alzò con grazia, mi si avvicinò e mi sfiorò il viso con una carezza delicata.
«Grazie per avermelo detto» sussurrò. «Sarà un onore prendermi cura di te stasera.»
Mi spogliò lentamente, con gesti quasi cerimoniosi. Quando rimasi solo con le mutandine di cotone chiaro, lei mi fece inginocchiare sul grande letto. Si sedette di fronte a me, perfettamente composta, e mi guardò negli occhi.
«Lasciati andare per me» disse con voce calda e autorevole. «Voglio vederti.»
Il momento arrivò. Sostenni il suo sguardo mentre il calore denso e proibito cominciava a uscire. Un gemito basso mi sfuggì mentre sentivo le mutandine riempirsi, il peso caldo e morbido che premeva contro di me, avvolgendomi in una sensazione oscena e intensissima. Lei osservava tutto con occhi brillanti di eccitazione, le labbra leggermente socchiuse.
«Sei bellissimo così» mormorò, sincera. «Così onesto. Così mio.»
Si alzò, indossò lentamente lo strap-on spesso e lucido, lo lubrificò con cura. Poi mi fece chinare in avanti, il viso premuto contro le lenzuola fresche. Sentii le sue mani eleganti aprirmi con delicatezza.
«Dimmi se è troppo» disse piano, quasi con tenerezza.
Ma non era troppo. Era perfetto.
Entrò in me lentamente, centimetro dopo centimetro, mentre ero ancora caldo e pieno nelle mutandine. Un lungo, profondo gemito mi uscì dalla gola. Lei cominciò a muoversi con ritmo sensuale e crescente: spinte profonde, controllate, possessive. Ogni affondo mi riempiva completamente, mescolando il piacere proibito del pegging con la sensazione calda e sporca del toilet play ancora addosso.
«Più forte…» implorai con voce rotta.
Lei aumentò il ritmo, mantenendo sempre quella grazia elegante anche mentre mi fotteva con passione sempre più intensa. Le sue mani mi stringevano i fianchi con fermezza, il suo respiro si faceva più caldo sul mio collo.
«Lasciati andare del tutto» mi sussurrò all’orecchio. «Sono qui con te. Prendi tutto quello che desideri.»
Persi completamente il controllo. Spingevo indietro contro di lei come un animale in calore, gemendo senza più vergogna, mentre lei mi prendeva con forza e dedizione. Il piacere era devastante: ogni spinta mi attraversava, mescolando umiliazione, abbandono e una connessione profonda.
Quando venni, fu un orgasmo violento, lunghissimo, che mi fece tremare tutto il corpo. Lei mi seguì poco dopo, gemendo piano contro la mia schiena mentre spingeva fino in fondo, godendo del mio completo abbandono.
Restammo così, uniti, sudati, sporchi e finalmente liberi.
Lei mi baciò la nuca con dolcezza.
«Grazie per esserti fidato di me» sussurrò.
Mi voltai, la guardai negli occhi e, per la prima volta nella mia vita, mi sentii completamente intero.
«Non è stato solo sesso» dissi piano.
«È stato il momento in cui ho finalmente potuto essere tutto me stesso.»
Lei sorrise, serena e luminosa.
«E io ho finalmente potuto prendermi cura dell’uomo più vero che abbia mai conosciuto.»
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